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libri
Lolita, luce della mia vita, fuoco dei miei lombi. Mio peccato, anima mia. Lo-li-ta: la punta della lingua compie un percorso di tre passi sul palato per battere, al terzo, contro i denti. Lo. Li. Ta. Era Lo, semplicemente Lo al mattino, ritta nel suo metro e quarantasette con un calzino solo. Era Lola in pantaloni. Era Dolly a scuola. Era Dolores sulla linea tratteggiata dei documenti. Ma tra le mie braccia era sempre Lolita. Voi che vivete sicuri Nelle vostre tiepide case, Voi che trovate tornando a sera Il cibo caldo e visi amici: Considerate se questo è un uomo Che lavora nel fango Che non conosce pace Che lotta per mezzo pane Che muore per un si o per un no. Considerate se questa è una donna, Senza capelli e senza nome Senza piii forza di ricordare Vuoti gli occhi e freddo il grembo Come una rana d'inverno. Meditate che questo è stato: Vi comando queste parole. Scolpitele nel vostro cuore Stando in casa andando per via, Coricandovi alzandovi; Ripetetele ai vostri figli. O vi si sfaccia la casa, La malattia vi impedisca, I vostri nati torcano il viso da voi. Al futuro o al passato, a un tempo in cui il pensiero è libero, quando gli uomini sono differenti l'uno dall'altro e non vivono soli... a un tempo in cui esiste la verità e quel che è fatto non può essere disfatto. Dall'età del livellamento, dall'età della solitudine, dall'età del Grande Fratello, dall'età del Bispensiero... tanti saluti! Descrizioni efficaci, introspezione psicologica, intreccio magistrale di storie d’amore e di vita. Non lasciatevi intimidire dalla mole di Anna Karenina. Potrebbe veramente stupirviIl titolo, dal sapore ironico, racchiude la problematica esistenziale che Pirandello affronta nella storia: l’impossibilità di avere una visione unica e certa della realtà. La metamorfosi è un cambiamento, una trasformazione, che in questo contesto vede il passaggio da una figura umana a un animale, un insetto. L'allegoria non è di difficile interpretazione, il personaggio protagonista viene colpito da una incapacità di voler uscire dal mondo reale, perchè con difficoltà riesce ad accettare le regole e il ritmo della quotidianità. Ecco che avviene la trasformazione, ecco che diventa diverso. La diversità non è solo quella sentita e vista di sè stesso, ma anche quella che gli altri percepiscono e vedono in lui

Chi vive all'estero cammina su un filo teso in alto nel vuoto senza la rete di protezione offerta dalla propria terra dove ci sono la famiglia, i colleghi, gli amici, dove ci si può facilmente far capire nella lingua che si conosce dall'infanzia. A Praga Tereza dipendeva da Tomáš soltanto nelle cose del cuore. Quì dipende da lui in tutto. Se lui l'abbandonasse, che ne sarebbe di lei? Deve dunque passare tutta la vita con la paura di perderlo?
martedì, 04 marzo 2008

Tant’è che ti ho sempre cercato

Ti ho cercato in un libro,in una canzone melodica,in una poesia d’amore e in una chat d’incontri.

Poi ti ho trovato.

E lo dico a te.

A te che oggi sei l’amore,il sorriso,un sogno realizzato,una lacrima respinta.

A te che sei il significato di ogni singola giornata,di una vita che di più banale non ce n’è.

Lo dico a te che sei cosi imperfetto.

Lo dico a te.

Non sei tu quello che cercavo.

scritto da *serenaL* in amore |i vostricommenti (3)

sabato, 12 gennaio 2008

Bah.

Forse è un po’inutile pensare a come sia diventata stupida,materialista. Banale.

Probabilmente è ancor peggio.

Sputi il sangue per anni per ottenere delle cose che,a volte,quando ci ripensi è come se ti ponessero davanti un cortometraggio di lacrime,di insoddisfazioni,di baratri in cui la tristezza è stata padrona di te stessa.

E poi ancora pensi che,oggi,non ti sembra ancora vero di averle ottenute,e chiedi giornalmente conferma affinché tutti ti tranquillizzino dicendoti”è vero”.

Poi però pensi ancora.

E ti ricordi di quel giorno in cui,non si sa perché e per come,tu divenisti la regina delle futilità.

scritto da *serenaL* in pensieri di vita |i vostricommenti (3)

giovedì, 08 novembre 2007

In imbarazzo.

Sempre,dovunque.

E comunque.

scritto da *serenaL* in pensieri di vita |i vostricommenti (9)

martedì, 23 ottobre 2007

Tanto tempo fa in un paese non molto lontano c’era Io.

Era sempre più difficile convivere con Io perché egli se ne stava sempre nascosto dietro una cesta di paglia in un angolo buio della casa.

La sera quando era ora di dormire Io sgattaiolava coprendosi le mani sul viso e si rifugiava tra le coperte.

Io era una personalità molto ambigua,era forte ma piangeva sempre.

Aveva tanto bisogno di affetto ma ne ostentava il rifiuto.

Io era terribilmente bello e la maggior parte dei sudditi avrebbe ucciso pur di poterlo amare.

Ma Io era triste,era insoddisfatto,non voleva vedere nessuno,non amava che qualcuno le offrisse amore.

Un giorno Io conobbe Lui.

Lui era una sorta di sosia di Io ed insieme colmavano i tristi vuoti delle loro personalità.

 

 

C’ero una volta Io.

Ed è triste pensare a quando mi deliziavo chiudendo la porta in faccia ad Amore,facendolo sentire un lurido verme.

Io aveva posto fine ad ogni immaginabile tentativo di essere felice,aveva tatuato sulla sua schiena”Lavori Interrotti”.

Io si era fatta sputare sangue da un serpente velenoso.

 

 

Quando Io e Lui s’incontrarono si pulirono il viso a vicenda.

Lui pulì il sangue dal viso di Io ed Io donò a Lui un sorriso che in vita sua di fronte allo specchio non aveva mai visto.

 

C’era una volta,proprio qui vicino,la Felicità che bussò alla mia porta.

Io non so perché le aprì,avevo serrato tutto.

Io e la Felicità passammo un’intera notte a ripercorrere il mio passato,a piangere,a ricordarmi di aver sbagliato tutto.

 

Quando pensi che il mondo sia terminato spera solo che sia tu ad essere terminata per il mondo.

 

Io ho terminato.Ho trovato l’ultima essenza dell’amore puro.

La assaporo tutti i giorni per tastare la verità,per rendermi conto che c’è,che non è un miraggio.

Che alle volte dietro la porta ci sono delle persone meravigliose,proprio quando tu avevi inserito l’allarme.

                                    *Thanks*

scritto da *serenaL* in amore, felicita |i vostricommenti (6)

domenica, 08 luglio 2007

Oggi Sofia è stata più buona del solito con me:ha ripiegato tutta la mia roba,l’ha infilata in valigia,tutto con sguardo basso e con un’indicibile velocità.

Non mi ha dato come al solito della disordinata e dell’incapace,mentre piegava i vestiti mi sembrava di sentire il rumore di quel suo anonimo silenzio,così fastidioso,così nuovo per me.

Forse voleva colpevolizzarmi,forse voleva che il suo dolore mi arrivasse in un certo qualmodo attraverso il suo silenzio,forse voleva darmi della brutta stronza per averla quasi abbandonata e lasciata li sola in quella solitaria villa Californiana e i suoi 100 metri di piscina e bagni dalla rubinetteria in oro,o forse aveva tanta voglia di abbracciarmi e di trasmettermi quanto le sarei mancata,quanto sarebbe stato duro dover convivere con quella pazza di mia madre e i suoi psicofarmaci,con le feste VIP d’affari in terrazzo di mio padre e le manie di persecuzione delle gemelle,grasse a 36 kg per una.

Lo so,so quant’è difficile convivere con tutto ciò.

So che è tanto difficile cenare sola in una tavolata per dodici persone infestata da totale tristezza e cibi per ogni palato,soprattutto so quant’è difficile doverlo fare per vent’anni.

Sofia è sempre stata una buona donna.

Me la ricordo ancora quando al mio 6 compleanno mi regalò una torta a forma di coniglio e una tavoletta magica per disegnarci su.

Quello fu il compleanno più bello della mia vita;si sentiva profumo di affetto,di “calore umano”,non so se si possa capire.

Ma la mamma era alla clinica psichiatrica,papà era in chissà quale località balneare per le sue ormai innumerevoli ”riunioni di lavoro”,le gemelle non erano ancora nate e mi si prospettava il solito compleanno chiusa in camera a festeggiare con Poldo e LittleDolly,i miei amici piu cari d’infanzia,e una torta fatta con carta e matite colorate.

Sofia è stata una governante che ha saputo sostituire con destrezza la mancanza di una figura materna,ha saputo colmare l’assenza di un padre,ha fatto si che quando tornassi a casa dal centro ex-alcolisti sapessi che qualcuno era li ad aspettarmi.

Oggi non ha neanche voluto salutarmi,quando il taxi è arrivato lei non era neanche affacciata al balcone.

Meglio cosi,forse .La chiamerò quando arriverò in città.

E’ ora di liberarsi,di respirare aria pulita.

Qui niente era più vivibile.

Non lo ero io,non lo era la mia famiglia,non lo erano più le persone che accidentalmente erano cadute in quella trappola maledetta che era la mia vita..

La sig.Mussoni è stata cosi gentile da ospitarmi qui in casa sua per stanotte.

Che strano qui..ho un letto singolo con delle coperte ruvide,i muri sono di cartongesso,i rubinetti sono in acciaio.

Non è casa mia,e già un passo avanti.

scritto da *serenaL* in storie |i vostricommenti (2)

domenica, 24 giugno 2007

*Lettera  alla felicità.

Cara Felix,

È da anni che provo ad incontrarti.

Da quando sono diventata una donna non ho fatto che pensare a te.

Non ho sperato che nell’abbracciarti,a volte mi sarebbe bastato anche solo stringerti la mano.

In quelle giornate in cui hai finto di venirmi a trovare ho creduto che mi avessi regalato degli uomini buoni.

In quelle serate al profumo di freddo ho creduto che,per baciarti,bastasse passare nel letto di molti uomini,che servisse una carta credito e una striscia di coca per sapere che tu non mi avessi abbandonato.

Cara Felix,hai giocato con me come si fa come una lattina di plastica spiaccicata al terreno e fatta saltellare col piede.

In fondo non ti divertivi neanche.

Sono stata credo per ore immobile e basita qui a convivere con lacrime e ricordi spiattellati su carta.

Poi mi sono abituata e sai Felix,non ho piu bisogno di te,perché nella vita,in fondo,nessuno è felice.

Ed allora non ho piu visto il motivo per cui dovevo starmene qui a correre alla ricerca di qualcosa non c’è.

E sai che c’è,che mi piace.

Perché di te,lurida stronza,non ho che farmene.

Ti piace cosi tanto illudere la gente,vederla sorridere per qualche misero istante e poi andartene cosi,senza preavviso,lasciandola disillusa tra lamette insanguinate,burroni guardati dal ciglio.

Io non ho bisogno di te.

Mi piace star cosi,sola. Infelice.

scritto da *serenaL* in felicita |i vostricommenti (5)

mercoledì, 06 giugno 2007

Siamo uno stupidissimo mondo di pazze.

Siamo logorroiche ed eccessivamente silenziose.

Siamo degli spaventapasseri mattutini.

Siamo ossa,siamo manichini.

Siamo tristi,asciutte e senza dimora.

Siamo delle luride porche.

Conosciamo più dell'alfabeto il lamento del nostro stomaco,l'inesistente digerire,i battiti dell'emicrania.

Siamo in lacrime,macchiate di cioccolata,felici e fatte di digiuno.

Quando sveniamo ci sentiamo figlie di Dio.

Siamo tossiche,hanno fatto di noi una categoria non riconosciuta.

Siamo sempre fatte,siamo sole e dannose.

Siamo le amiche di ana.

scritto da *serenaL* in nemica di ana |i vostricommenti (13)

giovedì, 24 maggio 2007

Io non la conosco mica sta tipa qua.

Ero rimasta a quando la vedevo correre dietro agli autobus con il leccalecca in bocca,le All Star fiorate,quella capigliatura color corvino che la facevano sentire donna e quello sguardo tanto serioso,incazzoso;era una bambina.

Poi cosi come se niente fosse arriva la sorella mora di Marylin Monroe,o per lo meno,lei crede cosi.

Guarda come me l’hanno combinata,guarda come la amo.

Senti come venero quel sorriso perenne,brillante.

Senti come mi sembra divina.

Guardale quelle unghie rosse da diva,quelle maglie scintillanti,quegli stivali sexy.

Guardamela quella bambina,che bambina più non è.

Ti ricordi quando non aveva tempo per amare? Quando lo sconosceva l’amore sebbene lo desiderasse con ardore.E poi sentila adesso..senti come passeggia soave tra i ponti dell’amore,sembra ci stia bene.

Ho provato a sentire l’odore del suo taglio sbarazzino,del suo collo liscio e mi è sembrato d’impazzire.

Non avevo idea di come nascessero quegli occhi da gatta,di quanto il su corpo trasmettesse sesso.

Credevo di averla educata diversamente.Mi è nata una falsa ipocrita che odora di sesso.

È semplicemente stupenda.

Quella sua voce maledetta;Dio quanto la odio mi si infila nel cervello è assordante è una maledettissimacivettastronzaputtana,come fa la gente a parlarle ore al telefono?

Sara perche la amano quanto la amo io.

Non sia mai.

Io la venero,è la mia ape regina.

Le offrissi ancora un lecca lecca non lo prenderebbe mai.Che maledizione sia!Le farebbe venire la cellulite!Puah..Dio come la odio,cazzo quanto la amo.

Ci credereste voi che è solo mia?

La vorreste voi tutti,voi stupidi uomini che ardete per sfiorarla,che piangereste pur di sentire quel nauseante erotico odore di muschio bianco.

È mia,me l’hanno regalata quando sono nata.

Era una bambina;era grassa,brufolosa,arrabbiata,era squallida.

Io ne ho fatto una Venere.

E non è la Venere storpia di Carmen Consoli.

È una bambola che profuma di Chanel,fragole con panna.Frustini e corpetti.

Io le ho donato sicurezza,le ho dato uomini da mangiare,soldi da spendere,occhi da far paura

Le ho offerto 250 kg di dolcezza,tonnellate di falsità,bellezza a quantità industriali,furbizia,amor proprio.

Le ho spiegato che deve stare sempre un passo dietro all’amore,che deve amare se stessa prima degli altri.

Le ho concesso di essere stupida,ho avuto paura a donarle me stessa,Mrs.Intelligenza.

Se camminasse con me la odierebbero.

Le ho regalato una borsa Louis Vuitton e fu pronta.

Fu da quel momento che non venerai alcun Dio all’infuori di Lei..

 

scritto da *serenaL* in amor proprio |i vostricommenti (8)

domenica, 13 maggio 2007

 

Sai che c’è?

Che mi suona strano.

Che mi sembra di essermi affezionata da una vita all'inutilità,di essere spaventata dall'amore,di aver dato vita alle paure..

Guardami,osservami;lo vedi come ti scaccio?

Perchè vuoi amarmi?L'amore,non me l'hanno ancora spiegato..

Io non sono come tutte quelle bancarelle di roba usata;non sono un capo già usato,provato e riportato al negoziante.

Sono la somma perfetta di una donna ingenua ed una bambina maliziosa;sono nuova,sono quello per cui tu potresti impazzire.

Sono una mente astuta e un sogno reale,sono esistita tante volte quanto un'anziana signora.

Sono terrorizzata.

Ho una voglia irrefrenabile di scappare e aspetto solo che tu mi trattenga qui.

é vero,ho milioni di pensieri per la mente,ho frazioni da sommare,futuri da scegliere,lacrime da nascondere..ma tu,tu sei il primo pensiero.

Sei quel sorriso stampato sul mio viso per le attenzioni,sei quella rabbia smorzata per le bugie,sei quello a cui non ero stata abituata.In Kafka non l'avevo letto,in Pirandello non c'era scritto,Proust l'aveva dimenticato e Sartre non l'ha mai saputo.

Te lo prometto,non scapperò più

.Tu però stai attento.Tienimi forte

 

scritto da *serenaL* in amore |i vostricommenti (5)

giovedì, 03 maggio 2007

Si parte,finalmente.

Pausa.

Mi dileguo;mi assento.

Rimango ancora per un pò soddisfatta a fissare le stecchette lampeggianti della pausa..

Me le merito?No;ma non c'ho voglia di riattivarle,davvero.

Lasciatemi perdere per un pò..le osserverò da li magari,forse di rado penserò a questo portafogli che mi scoppia e a questo amore che non è stato ancora concepito..

A te che mi hai reso felice ed insicura,alle amicizie rinate e a quelle che sto perdendo..

Alla voglia sfrenata che ho di fare che non è mai stata utilizzata.

Probabilmente non penserò a nulla,ma parto.

è tutto ciò che conta.

In partenza..

scritto da *serenaL* in partenze |i vostricommenti

martedì, 03 aprile 2007

    

Sai,credevo fosse più semplice.

Credevo che odiare la benzina fosse normale,che un po’ tutte le donne ci vivono in perenne conflitto,che fosse un aneddoto alla bellezza.

Ciò che mi nutre mi distrugge.

Non sai quante volte me la sono ripetuta dentro questa frase,miliardi e miliardi.

Maledetto il giorno in cui l’ho sentita.

Credevo che non fosse una malattia,che se ci volevi stare ci stavi altrimenti te ne sbattevi.Ed invece no.

Gonfi,sgonfi,sparisci e ti deperisci.La mente si logora,cosi tanto che a volte pensi di non averne piu.

Ed io che credevo di essere forte..

Come mi sarà venuto in mente davvero non lo so..

Sarà che non è bello ne tantomeno terapeutico sentirsi dire certe cose..

Ci hai deluso..ti credevamo diversa…Non ti facevamo cosi..

E mbe?Che volete che vi dica..Sarà che mi avete idealizzato in un modo che non m’apparteneva o sarà che davvero sono fatta per deludervi e per farmi dire ti facevo piu intelligente.

Non saro neanche cosi tanto intelligente,che credete.

Mi dispiace da morire.

Non riesco a farvi fieri di me eppure il cervello me lo sto trapanando.

E mai cosi tanto..

E tu?Sai che credevo..che non mi avessi conosciuta bene,che non me ne avessi dato il tempo..ed invece..Ne hai sparate tante di stronzate,alcune delle quali da morire dal ridere per quanto assurde..

Eppure..quella cosa che mi hai detto quella volta,quel giorno in cui mi hai offeso come non mai…Te la ricordi?è vera,verissima.

Come hai fatto a capirlo?Non ne hai avuto il tempo materiale..eppure per quanto stupido ti facessi sei stato l’unico a capirlo,io non c’ero ancora arrivata sebbene ci vivessi in simbiosi da 19anni..

Io lo conosco bene,è come un demone vestito di bianco,capelli biondi e occhi azzurri.È un demone buono e porta il mio stesso nome.È diverso dagli altri perché non è cattivo,anzi è tanto tanto buono..Ma è pur sempre un demone..Cosa bisognerà mai fare per scacciare un demone dagli occhi azzurri..

Mi dispiace da morire.Mai cosi tanto..

 

scritto da *serenaL* in ferite e pazzia |i vostricommenti (3)

domenica, 04 marzo 2007

E’ tutta mia la colpa,mia piccola bambolina di porcellana graffiata.

Ho bisogno di chiederti scusa;scusa perchè sono stata affrettata,incosciente,stupida,perché mi sono fatta padrona del tuo cuore e l’ho ridotto in minuscoli frammenti sparsi per terra,che io stessa non riesco più a vedere.

Ed è colpa mia se adesso non hai piu voglia di amare,se hai deciso di vivere solo per te stessa e di ignorare chi ha fatto della tua vita un diversivo,un hobby,chi ti ha reso fragile,chi se n’è approfittato,chi ti ha mentito e chi ti ha illuso .Ed io che mi sento cosi tanto in colpa,perché di quella bambola che mai smetteva di sorridere,che aveva fiducia e che non aveva che voglia di andare avanti,adesso non me n’è rimasto che un ricordo. Ti vedo cosi piccola e triste con questa forza d’animo,forse inutile,che ti fa ripetere mi riprenderò ciò che è mio mi riprenderò ciò che è mio mi riprenderò ciò che è mio e te lo ripeti proprio tutti i giorni come una gran donna.

Di questo rimorso di aver dedicato  tutti quei giorni a qualcun’altro,di tutto il tempo che gli hai speso dietro,dell’amore che ci hai impiegato,della vita trascorsa sperando e di tutto quello che hai abbandonato,anche questo blog ad esempio.E mi dispiace,perché se adesso ti guardo ed ho tanta voglia di piangere è colpa mia. Perchè ti ho fatto correre troppo,perché ti ho insegnato a cogliere  ciò che ti sembrasse bello,a lasciarti andare e ad essere trasparente.E non sei stata capita.

Tu non hai più voglia e io rivoglio indietro la mia bambola.

La mia bambola che ha deciso di inghiottire una pasticca di ectasy dietro l’altra,di lanciare dalla finestra la sua borsa Louis Vuitton da 1000 euro, di dormire per non pensare,di punirsi,di gonfiare e farsi brutta,di rigarsi il viso con una lametta.Ed io che mi sento impotente,ti vedo bellissima.Bellissima,triste,analogamente indecisa e pensierosa,hai deciso di rovinarti,di far di te un essere insignificante,perché il significato non è stato afferrato.Di renderti ancora più piccola,di sporcarti le mani di terra e la faccia di fango.Hai smesso di crederci e adesso ogni tentativo di sembra banale,tanto da voler solo tornare indietro.E dimenticare.Cancellare.Olvidamos.

Sarò la prima che in questa consapovelozza di aver sbagliato tutto proverò ad abbandonarti,a dimenticare forse.

A scordare che una volta quest’anima era impiegata da una 19enne piccola piccola,bella e con tanta voglia di parlare che ha dato se stessa e gliel’hanno persa.Di quella 19enne che ha bisogno di non ritrovare se stessa,il cui sforzo maggiore è stato dover trattenere secondo dopo secondo le lacrime,riflettere,di non trovare quella risposta che non c’è.Smettila di piangere,perché tanto io me ne sto andando.Addio.

 

scritto da *serenaL* in bambole distrutte |i vostricommenti (2)

venerdì, 26 gennaio 2007

Ed è stato oggi che mi sono trovata a dovermi ricontare le dita delle mani,per esserne sicura.In questa folle competizione in cui ogni certezza mi è crollata mi tocca fare anche questo,con questo dubbio perenne che mi si è affezzionato.Ed è questo tempo che mi manca che mi sballa,questa mancanza di orari,di regole che mi ha confuso,mi sono lasciata troppo andare.Mi sono persa nell'attesa che qualcosa si evolvesse,seduta,mani sotto al mento e gambe tremanti,osservando con aria stanca ciò che di fronte trascorresse.Sarà forse giunto il momento di dare una regolata a questo andirivieni di avvenimenti privi di orari,motivazioni,cause e significato di cui mi sono strafatta,di questo lavoro autonomo a cui non ero stata abituata .Questo possibile ed impossibile senso di poter vivere anche attraverso questa virtualità,di questa gente meccanica fatta di tecnologia,di questo cellulare che squilla ininterrottamente,di questa chat che ti trilla di continuo, di questo voler poter dare a tutti un pezzettino del tuo tempo e non riuscire a trovarlo,materialmente.E c'è chi attende e chi s'innamora della tua aria perenemmente distratta,delle tue mani sporche d'inchiostro blu,della tua solita frase"aspetta un attimo".Se potessi fermare questo stupido tempo;non rifarei nulla di tutto quello che fin ora ho fatto,anche adesso,se tornassi indietro di un minuto,non scriverei questa stupida frase.E' solo che oggi,guardandomi allo specchio ho avuto una strana sensazione,quell'espressione attenta,sotto quelli occhiali usati di rado,avvolta in un solo titolo"Lontano da niente".Mi ha colpito parecchio,il titolo mi si addiceva perfettamente.Ho percepito miliardi di volte questo dislivello d'immagine,dalla passata alla presente;questa differenza madornale che caratterizzava il cambiamento radicale che ha subito questo carattere tanto forte trasformatosi in troppo debole,se nonchè mi sia ritrovata,proprio in una di queste giornate.Delusa dalla banalità estrema di chi si diverte a mentire,piegata da un'illusione,triste perchè tradita;ed è bastato semplicemente alzare lo sguardo e fissarmi allo specchio che mi ha ricordato.Ricordato di aver dimenticato.E non sono cambiata, sono sempre la solita,distratta a tal punto che mi sveglio una mattina e non penso più alle delusioni,e ci rido su come una matta.Sono rimasta intatta dentro,sono ancora tanto tanto forte,mi alzo qualunque sia la caduta,dimentico e non ho rimorsi,cancello chi mi ha fatto del male e non ho rancore.Sarà una cosa strana la felicità,sarà una cosa inarrivabile,inesistente forse,ma oggi,mi sento in dovere di sentirmi felice perchè ho ritrovato me stessa ed è la cosa di cui ho più bisogno.E mi sento fiera di non essere cambiata.Forte,comunque andrà.

scritto da *serenaL* in ritrovarsi |i vostricommenti (8)

giovedì, 18 gennaio 2007
 

Il cuore mi batte forte ,le pulsazioni aumentano,i pensieri urtano veloci la mia mente.Guardo il mio viso attraverso il riflesso di questo schermo,che mai come nessuno mi ha dato.Mi sarei voluta fermare qui,poter dire:ho cercato,ho frugato sbagliando ma ho trovato,e adesso vivo.E invece mi sembra di aver vissuto solo qualche secondo,di essermi illusa e di essere stata ricapultata d'improvviso nella realtà,con la consapevolezza oramai quotidiana che non si può essere felici.Non io,almeno.E tocco con nervosa velocità questi tasti e mi piacerebbe chiedere:Ma perchè?E mi sento cosi stupida a voler piangere così che non mi permetto di farlo,ma il mio cuore sembra scoppiare,batte all'impazzata.Da quanti secondi sto fissando il vuoto?Non lo so.Le mie dita continuano a tamburellare su questo tavolo e questo rumore mi fa impazzire,è maledettamente assordante.E vorrei scusarmi,tornare indietro se è possibile,perchè se adesso sono qui,e sto digitando queste frasi che non trasmettono che malinconia è solo colpa mia.Chi la fa l'aspetti dice il famosissimo detto.Ho fatto,ma il tempo di aspettare non l'ho avuto.So quanto ho sbagliato,ho fatto soffrire e mi dispiace se ho illuso qualcuno,se sono stata motivo di lacrime,di tristezza..Mi dispiace tanto.Ma se cio deve comportare di conseguenza la mia di sofferenza,entro in un incubo.E fammici uscire perchè non ho piu lacrime,non ho voglia di piangere ancora,ma devo.E mi sento cosi diversa,cosi cresciuta,cosi debole che mi sembra di essermi impossessata del corpo di un'altra.In un'anima che io non conosco,che è in pena.Ed è crescendo che ho perso ogni filo di coraggio,di orgoglio.C'è chi si fortifica crescendo,c'è chi diventa debole,fragile come un grissino,è sempre questa vita di carta che mi rende cosi debole e forte allo stesso tempo,cosi,con questa voglia di scrivere,di liberarmi.Potrei raccontarvi delle storie meravigliose con questa voce,potrei strappare lacrime ad un sordo.Ho cosi necessità di non perdere ciò che ho,o di riprenderlo,in caso l'avessi già perduto,é un bisogno disumano.Vorrei poter fare delle pazzie,vorrei smettere di soffocarmi e di continuare.Potrei volere di più,potrei concentrarmi su un punto diverso e non guardare più in quella direzione,potrei semplicemente girarmi.Ma non ci riesco perchè non so più neanche scrivere,mi sono autodistrutta ed è questo il peggio.Mi sembra di conoscerti da una vita,non so perchè.Mi sembra di averti attribuito qualcosa che non è tuo.Mi sembra di averti regalato un pezzo di questo assordante e sconclusionato battito del mio cuore,e mi sembra cosi meschino che tu l'abbia buttato.Mi sembra di avere voglia di tutt'altro,che non mi si calza questo stato d'animo,non è mio credo.Credevo che la solarità non avesse una morte.Vorrei solo che tu mi ridia quello che mi avevi donato,quel fiore piccolo piccolo,che mi sembrava tanto immenso.Non voglio rubartelo,non voglio strappartelo.Donamelo ancora una volta se l'hai colto con le tue mani,e forse sarei ancora felice."Felice".Forse.

 

scritto da *serenaL* in amore cattivo |i vostricommenti (3)

martedì, 09 gennaio 2007

e oggi ho pianto nostalgia.e scrivo cosi tanto che i fogli non ne possono piu di me,e i tasti del pc sono stanchi.fanno su e giù tutto il giorno x soddisfare quella voglia cosi strana che è in me,e che mi sussurra e m'invoglia.E non desidero altro che vedere ciò che ho dentro su questo schermo,ormai così familiare.e vorrei sapere se anche loro che mi trasmettono cosi tante emozioni,che mi fanno piangere,crescere,sentire tanto stupida,una volta provavano quello che oggi sento io,e mi sento cosi piccola in confronto a loro che vorrei poter cancellare ogni singola parola che rileggendo mi sembra tanto inutile,da un suono cosi noioso.mi sento piccola piccola.perche non si puo essere schiavi di una passione che ti elimina ogni altra aspettativa.mi ha messo un paraocchi,e vedo solo te.e voglio scrivere scrivere scrivere scriver scrivere fin quando saro pazza,se ancora non lo sono diventata.ed improvvisamente mi sento cosi grande.e mi sembra di toccare il cielo.di avere un portone aperto,di poter sperare in un sogno tanto irraggiungibile.Datemi uno spazio vuoto e non sarò capace di deludervi.

scritto da *serenaL* in vita di carta |i vostricommenti (5)

giovedì, 21 dicembre 2006

Da mancare il respiro.Togliere il fiato stavolta ha un altro significato.Chi si propone salvatore di questa agonia?L'amore.Se esiste.Se è buono.Se non tradisce.Se vive di sapori irriconoscibili.Clandestino,odiato,tanto sopportato,desiderato fino agli estremi,dimenticato per chi si è stancato.Chiamatelo come vi pare.Se v'interessa osservate,se amate ammirate,se odiate urlate.Maledettissima falsità.C'è chi ci vive giornalmente,c'è chi mangia pane e falsità tutti i giorni.Mi fate schifo.Tanto davvero.Ed io ho peccato.Perchè privata di ogni coinvolgimento.Assuefatta dalla passività.Illusa di poter scegliere.Fatta schiava dalla nostalgia.Abituatami con costrizione.Ho sostituito la noia,l'ho trasformata in desiderio.Di che non lo so ancora,non chiedetemelo.Non c'ho voglia.O forse si.Purché sia reale,la voglia.Purchè ne valga la pena.Purché faccia vivere sogni a occhi aperti.Se sapessi come andrebbe a finire,lo farei.Quando non si ha nulla da perdere,potrei anche rischiare;ed invece..Mi sono stufata di scattare fotografie,perchè vengono sempre male,mi sono stufata di cogliere gli attimi,renderli immortali e di essere da essi tradita.Qualcuno cantava:"le parole di una scena che è la stessa da sempre,sempre quasi fino a diventare niente,solo amore se è amore questo buio a cui non ci si abitua mai,questa luce nell'anima,che nessuno può comprendere,all'infuori di te.."

Ed io che ho vissuto osservando un profilo talmente tanto tempo che non potrei sentirmi stanca neanche stando ad occhi chiusi per una vita intera,a volte mi siedo e provo a pensare.Ma non mi viene in mente nulla,e ascolto il rumore del mondo.Cosa ne è scaturito non lo so,ma sono cresciuta,tanto.Sono peggiorata,molto.Sono diventata quello che in ognuno prima o poi fiorisce.Sto contando gli attimi perduti.Credevo che certi numeri non esistessero.Se non ci fossi tu,onnipresente,mi sentirei più libera.Sei cosi tanto pesante che non smetti un solo giorno di piegarmi.Butterò al vento la tua pesantezza che ha trasformato me stessa in un'agonia di delirio.Una sola via d'uscita:luglio.Uguali,tutti.

scritto da *serenaL* in tristemente pensieri |i vostricommenti (2)

venerdì, 15 dicembre 2006

Potrei dirti innumerevoli cose.

Potrei riempire questo schermo inondandoti di frasi fatte.

Potrei piangere.Potrei aver fatto diversamente.

Avrei potuto.

Ma se sono un essere sbagliato,diverso,eternamente insoddisfatto ed inconcluso lo sono anche per questo.

Perchè potrei scrivere di noi in variegati modi,differenti sfumature,spicchi di vite proficue,sapori da levare il respiro.

Ma non lo faccio,e avrei potuto.

Potrei dirti ancora che sarebbe stato bello se fosse stato diverso e che tu sei meravigliosamente perfetto.

Avrei potuto ed avrei dovuto.

Potrei fermarmi qui ed evitare che ciò abbia un finale banale.

Potrei concludere con un affettuoso saluto ed un falso augurio di buona fortuna.

Non avrei potuto,ma avrei dovuto.

Perdonami.

scritto da *serenaL* in amore |i vostricommenti (6)

domenica, 10 dicembre 2006

E' tardi.Solitamente si dorme a quest'ora.Ma non chi ha voglia di sciogliersi.Desiderio di scomparire,ma non totalmente.Hai voglia di bruciare la tua essenza,quella più nascosta.Nessuno la conosce,nessuno ne ha mai sentito il gusto.Raramente se n'è percepito l'odore.Ma brucia.Senti il suo peso infastidirti,bloccarti,toglierti ogni minuzioso attimo di felicità.Ciò che ne è rimasto.Cosa farai per alleggerirla?La denutrirai?La abbandonerai?Ignorala!Non esiste.Spegnila!E non ne sentirai più la presenza.Uccidila!Sparita tra la polvere bianca.E' l'essenza di ogni perverso,e non sa di latte.

 

scritto da *serenaL* in tossica |i vostricommenti (5)

venerdì, 01 dicembre 2006

E' come se avessi voglia di scartare cioccolata.Di sporcarmi la faccia di nutella come se avessi 3 anni.Di dimenticare.Di rimediare.Si possono rimediare degli sbagli così grandi?No.E aspetto.Aspetto che ognuno sia sullo stesso livello,che non ci siano differenze,che non ci sia solitudine ne affetto.Che la vita passa più in fretta di quanto tu non possa immaginare.Hai 12 anni,l'indomani 19.Eppure non è cambiato nulla,la vita ti sfugge indipendentemente dal passare degli anni.Puoi sperperare un fiorito patrimonio in collane di perle,tacchi a spillo,bustini stile Lolita,smalti e rossetti.Ma non smetterai mai di sentirti bambina,di avere voglia di scartare cioccolata.Di Natale.Meno 24 al Natale e meno 7 al mio compleanno.Sei felice?Si.Sei triste?Si.Sei te stessa?No,questo mai.E chi sei?Sono la brutta copia di decine di personalità diverse,opposte l'une alle altre.Cosa vorresti?Scartare cioccolata.

scritto da *serenaL* in piccole donne non crescono |i vostricommenti (2)

sabato, 25 novembre 2006

Mi annoio.Un delirio che non ha confine.Non trova sfogo.Sbatte,urta tra le pareti delle mie viscere.Bisogno di emozioni forti.Musica che fa sballare,alcool che ti fa delirare,sensazioni che fanno stordire.Vorremmo...Ed invece..Il silenzio.

L'hai mai conosciuto il silenzio? Siamo delle povere anime in pena.In attesa.Stiamo aspettando.Ed io scrivo.E nel contempo ci annoiamo.

Routine.Maledetta.

Azioni che si ripetono.E'già stato visto,sentito,odorato,assaporato,provato,vissuto.

Dateci un colpo in testa.Fateci impazzire.

E'un favore.                                 

scritto da *serenaL* in noia |i vostricommenti (13)

sabato, 25 novembre 2006

Penso a questo popolo chiuso a chiave da se stesso.Di questo monotono cadere negli stessi errori,rifarsi degli stessi sbagli,di questo non riuscire a fuggire dal circolo...che gira gira e rigira, e di noi che di inseguirlo non smettiamo un attimo sperando di  fermarci,voltarci e bloccarlo dal lato opposto. Quanto abbiamo corso durante questi anni?Il fiato oramai è stato perso;abbiamo corso e ci siamo riempiti di sogni distrutti,di speranze irreali,di previsioni scadute,di vite perse.La realtà è diversa.Non la si riesce mai ad assaggiare,finché non si contraddistingue più la stanchezza dalla morte.Smettere,assaporare la vita in un modo che non sia falso come questo,che abbia un valore vero,un sapore dolce,uno sguardo sincero.Tutto é falso,io più degli altri.Ma gli altri almeno,nella loro falsità,sono reali,sanno quello che vogliono,sanno chi sono.Io so solo cosa vorrei essere,chi sono scoprirlo è un'utopia.Tu non ascolti perchè sei sordo e io mi sporco d'inchiostro.Ho sentito la vita sotto le mie mani attraverso una penna,l'ho sfiorata dopo aver riletto.Ho creduto che si potesse vivere tramite i byte di un pc,che si potesse scrivere per ore e ore senza mai fermarsi,che si potessero amare i propri errori.I moralisti ci hanno ucciso e le speranze ci hanno illuso.C'è chi crede di essere migliore.C'è chi scrive.C'è chi vive.Io vivo scrivendo.

scritto da *serenaL* in pensieri di vita |i vostricommenti (2)